Crollo ponte A14, indagati anche dirigenti Autostrade

Senesio Mele
Mag 19, 2017

Sono 41 gli indagati (37 persone fisiche e quattro società) per il crollo del ponte sulla A14 in località Camerano, che il 9 marzo scorso costò la vita ai coniugi Emidio Diomede e Antonella Viviani. Le domande che il pm ha rivolto ai periti sono state contestate dai legali perché non consone ad un accertamento in forma irripetibile, che invece presuppone accertamenti rapidi su oggetti o soggetti caratterizzati da un'imminente modificazione dello stato. Al lavoro con le prime misurazioni e l'analisi dei detriti più piccoli.

Tutti gli indagati, comprese le società Autostrade per l'Italia, Pavimental, Delabech e Spea Engeneering, sono stati raggiunti dall'avviso di atto irripetibile, che è un atto di garanzia, per le accuse, a vario titolo, di disastro colposo, cooperazione in omicidio colposo, lesioni colpose e violazione delle norme sulla sicurezza. I veri accertamenti tecnici verranno però completati nella notte tra il 29 e 30 maggio, con la chiusura alternata delle carreggiate, in modo da limitare i disagi per la circolazione. Tra loro ci sono 6 uomini della società Autostrade per l'Italia: l'ingegner Giovanni Scotto Lavina (Responsabile del procedimento), Guido Santini (Responsabile procedimento), Francesco Paolo Calabria (Direzione legale), Roberto Tomasi (Condirettore Generale Nuove Opere, anche se non coinvolto direttamente e iscritto negli atti in quanto atto dovuto), Sergio Paglione (Responsabile area lavori per il lotto in questione- 6B), Gianni Marrone (Direttore del tronco). Per Pavimental, tra i coinvolti vi sarebbe l'amministratore delegato Franco Tolentino, assieme ad altri 13 indagati.

Gli indagati della società di progettazione dei lavori Spea Engeneering sono Raffaele Ricco, Alberto Selleri, Giuseppe Giambalvo, Pasquale Petruzzelli, Francesco Morabito, Antonio Pedna e Francesco D'Alterio. Rimasero feriti anche due operai della Delabech, che in quel momento stavano eseguendo dei lavori di manutenzione.

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