Almodovar contro Palma a film senza sala

Ausiliatrice Cristiano
Mag 19, 2017

A questo domanda risponde Pedro Almodovar, il regista e presidente della giuria di questa 70° edizione, che dice: "Sarebbe un paradosso una Palma d'oro ad un film non destinato alla sala". "L'unica soluzione credo sia che le nuove piattaforme accettino e si sottomettano alle regole che già esistono e rispettino la distribuzione che già esiste". La dimensione dello schermo non deve essere più piccola della sedia su cui lo si vede: "bisogna sentirsi piccoli e umili di fronte alle immagini di un film". Se da una parte chi produce titoli da mandare in streaming ha tutto il diritto e l'interesse a mantenerli esclusivi per i suoi abbonati, dall'altra i distributori tradizionali vogliono difendere il valore delle sale.

Cannes è entrato nel vivo e non si sono placate le discussioni intorno all'ostracismo che dall'anno prossimo vedrà esclusi tutti quei film che non troveranno una distribuzione nelle sale cinematografiche francesi. Jessica Chastain, Maren Ade, Fan Bingbing, Agnès Jaoui, Will Smith, Paolo Sorrentino, Gabriel Yared, Park Chan-Wook hanno parlato alla stampa di come andranno a giudicare le pellicole in concorso, grande spazio alle emozioni che i film saranno in grado di trasmettere secondo tutti gli autori e attori, che oltre a dichiarare il loro sincero entusiamo di essere al festival di cinema sicuramente piu' glamour del mondo, sono pronti a giudicare in modo severo le opere in concorso. Il festival, quest'anno arrivato alla sua 70a edizione, è infatti inevitabilmente chiamato a rispondere con un mondo, quello del cinema, in continua evoluzione e cambiamento, diverso anche da come poteva apparire vent'anni fa. Due film in concorso che verranno trasmessi direttamente su Netflix: il fantasy Okja di Bong Joon Ho e la commedia "The Meyerowitz Stories" diretta da Noah Baumbach.

La sua difesa è sembrata accorata e sincera ma è un peccato che, visti gli impegni di lavoro e il tono un po' troppo pacificante, sia apparsa un po' condizionata. Will Smith poi è intervenuto dicendo: "Io ho tre figli di 24, 18 e 16 anni". Non so cosa accade nelle altre case ma nella mia l'arrivo di Netflix non ha avuto nessun effetto sull'andare al cinema.

Will Smith, che già si è dilungato su quanto da ragazzino si nutrisse di cinema, in certi periodi anche quotidianamente come se fosse un corso scolastico, con sessioni di 4 e più ore di visioni al giorno, ha un'opinione quasi diametralmente opposta. Preoccuparsi della forma che questa ricchezza sta assumendo assomiglia a quando ci si preoccupava per il tracollo del mercato discografico causato dal file sharing.

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