Perché si celebra oggi la Giornata internazionale contro l'omofobia?

Bruno Cirelli
Mag 18, 2017

"Il 17 maggio del 1990 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) rimosse definitivamente l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali".

Si tratta, ha spiegato il segretario nazionale dell'associazione Gabriele Piazzoni, di "un numero quasi doppio rispetto a quello dello scorso anno e che merita una riflessione e la ricerca delle opportune chiavi di lettura". A rendere maggiormente critica la situazione, è la diffusione, in questo contesto, di fenomeni come il cyberbullismo o le baby gang, di cui sono sempre più spesso vittima soggetti omosessuali.

Per quanto riguarda l'Italia ha parlato Sergio Mattarella, il presidente della nostra Repubblica: "L'omofobia e la transfobia sono dei principi che vanno contro ai diritti di uguaglianza ledendo la libertà altrui".

Mentre la ministra dell'Istruzione ricorda come "le parole che emarginano e discriminano fanno male esattamente quanto un atto di violenza fisica" dice Valeria Fedeli, in occasione del lancio della campagna #IoStoConTe e del relativo spot che sarà diffuso in molte scuole.

È il caso, forse, nella giornata contro l'omofobia di riferire alcune storie che arrivano da Gay Help Line, per capire come funziona davvero il meccanismo della discriminazione in Italia. Sessantuno casi denunciati che però, precisa Arcigay, non comprendono la totalità degli episodi discriminatori avvenuti quest'anno: "Le storie riportate, infatti, sono solo quelle denunciate e ritenute di pubblico interesse dagli operatori dell'informazione". Alla ricorrenza promossa dall'Unione europea, che si celebra dal 2004 il 17 maggio di ogni anno, aderisce l'Amministrazione comunale di Chianciano Terme invitando i cittadini ad avere atteggiamenti civili e responsabili, ovvero non ledere la dignità umana e operare al fine di combattere con forza la discriminazione per l'orientamento sessuale.

Le società fondate sui diritti umani, le democrazie, e gli stati di diritto, devono attuare severe e rigorose leggi anti-discriminazione, atte ad integrare le minoranze, e a tutelarne le persone LGBTI che hanno gli stessi diritti di ogni altro cittadino ai sensi della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo: non è possibile continuare a tollerare l'abbietta e vigliacca violenza che taluni reiterano nei loro confronti. Gli estensori del report stigmatizzano un'omofobia istituzionale che ha un effetto a cascata su tutte le altre forme di hate speech e hate crimes, in virtù della legittimazione che ad essi forniscono. "Tanti passi in avanti sono stati fatti, ma c'è ancora tanto da fare" scrive su facebook Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio. Ci sono poi le leggi regionali, che tentano di parlare di prevenzione del fenomeno e di mettere a sistema le azioni di contrasto: l'ultima a essersene dotata quest'anno è stata l'Umbria, dopo una battaglia durata molto tempo.

Il 17 maggio in ben centotrenta Paesi viene celebrata la giornata contro l'omofobia. Tutti viviamo meglio senza.

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