L'AGCM sanziona WhatsApp con una multa da 3 milioni di euro

Geronimo Vena
Mag 13, 2017

Secondo l'autorità garante del mercato, il sistema di messaggistica avrebbe "indotto gli utenti a condividere i loro dati con Facebook", che Whatsapp ha comprato nel 2014 per 19 miliardi di dollari.

Secondo l'AGCM, WhatsApp Inc. ha fatto credere ai propri utenti, mostrando un messaggio visibile all'apertura dell'applicazione che, in caso di non accettazione dei nuovi termini, non avrebbero potuto piu' utilizzare l'applicazione. Per questo motivo, l'autorità guidata da da Giovanni Pittruzzella ha deciso di comminare a WhatsApp una multa da 3 milioni di euro.

Per gli utenti "antecedenti", ovvero quelli già in possesso del servizio alla data di modifica dei Termini (25 Agosto 2016, ndr) vi sarebbe invece stata la possibilità di una accettazione parziale tramite la decisione di non fornire l'assenso con riferimento alle informazioni dell'account Whatsapp, continuando pertanto a usufruire del servizio. In particolare, disposizioni sulle limitazioni di responsabilità per l'app "molto ampie e generiche"; la possibilità di interrompere il servizio "senza motivo e senza preavviso"; il diritto dell'App di risolvere il contratto unilateralmente o quello di introdurre modifiche economiche senza giustificazioni; l'applicazione della legge della California per risolvere le controversie e altro ancora, tra cui la prevalenza della lingua inglese nel contratto. Nei contratti conclusi tra un consumatore ed un professionista si considerano vessatorie quelle clausole che, anche se in buona fede, determinano a carico del consumatore un importante squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.

WhatsApp è, per l'ennesima volta, al centro di numerose polemiche: in questa circostanza, ad essere posta sotto la lente d'ingrandimento è la gestione dei dati personali degli utenti in rapporto al social network di Mark Zuckerberg, Facebook.

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