Coppia acido, è gelo in aula tra Martina Levato e Alexander Boettcher

Bruno Cirelli
Mag 12, 2017

LEVATO: "DOVEVO ANDARE IN CARCERE PER LE MIE CORNA AD ALEXANDER" - Andare in carcere doveva essere un modo per "espiare le precedenti relazioni e i tradimenti": sono queste le rivelazioni di Martina Levato, che ha deciso di rendere testimonianza oggi nell'ambito del processo d'appello a carico di Alexander Boettcher per una serie di blitz con l'acido: "A differenza dell'inizio del processo in cui mi sono addossata tutte le colpe coprendo Alex, oggi ribadisco che la regia era sua".

Dopo oltre un anno, la "coppia dell'acido", formata da Martina Levato e Alexander Boettcher, torna faccia a faccia, in un'aula del Palazzo di Giustizia di Milano. Episodi per i quali in primo grado è stato condannato a 23 anni di carcere, mentre per l'aggressione a Pietro Barbini, l'ultima in ordine di tempo, è stato condannato a 14 anni. Nel corso del processo, infatti, le loro strade si sono separate: rendendo dichiarazioni spontanee, Levato ha sostenuto che Boettcher avrebbe avuto "una responsabilita' superiore alla sua" nelle aggressioni, attribuendogli il ruolo del "regista" degli attacchi con l'acido, perche' geloso di tutti quelli con cui la ragazza aveva avuto una relazione. L'ossessione di Alexander prevedeva che io ero la sua donna e dovevo dirgli di tutte le relazioni che avevo avuto, mentre invece gli avevo detto delle bugie.

Anche se lei, come ha chiarito, non aveva un desiderio "di vendetta" nei confronti dei ragazzi con cui aveva avuto relazioni anche fugaci. Per lui, i miei ex erano diventati un'ossessione.

Fu Alexander Boettcher il "regista" delle aggressioni aggressioni con l'acido. Come riferisce La Stampa, lei, che ammette di avere "aderito" al diabolico piano, ha raccontato: "Ho solo assecondato il mio uomo e i suoi progetti". Ho anche accettato su sua richiesta una relazione con un'altra donna. Come Antonio Margarito, che subì un tentativo di evirazione, Giuliano Carparelli, che subì un tentativo di aggressione con l'acido e Pietro Barbini che venne sfigurato. "Non c'era nemmeno un elenco scritto" ha spiegato Martina. Per i legali della difesa, invece, se Martina ha cambiato completamente versione, lo ha fatto soltanto dopo la nascita del figlio, venuto alla luce a Ferragosto 2015, nella speranza di incassare una pronuncia favorevole dal Tribunale dei Minorenni che invece ha decretato l'adozione del piccolo, togliendolo alla coppia.

Durante tutta la prima fase delle indagini, l'ex studentessa si era assunta ogni responsabilità delle aggressioni, negando ogni coinvolgimento dell'allora suo amante nel tentativo di scagionarlo.

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