Incendio a Pomezia, procuratore: "C'era l'amianto sul tetto"

Senesio Mele
Mag 10, 2017

"Ora", ha spiegato, "si dovrà valutare l'effetto del calore su questa particolare sostanza". "Era presente nelle coperture del tetto amianto incapsulato", ha riferito al Tg3 Lazio il direttore del dipartimento prevenzione della Asl Roma 6, Mariano Sigismondi. I vigili del fuoco di Roma che da venerdì mattina hanno lavorato ininterrottamente con circa 35 uomini per turno, con l'ausilio di autobotti, una cisterna chilolitrica, mezzi aeroportuali e pale meccaniche per lo smassamento dell'enorme quantità di materiale plastico e cartaceo ammassato, sono riusciti nella serata di lunedì a spegnere gli ultimi focolai.

Il sindaco di Pomezia, Fabio Fucci (M5S) ha invece chiesto di "approfondire sulla proprietà dell'azienda e gli eventuali collegamenti che possono esserci con la criminalità".

"Si raccomanda, a titolo precauzionale, ai cittadini residenti nelle zone circostanti l'origine dell'incendio per un raggio di 2 Km di mantenere la chiusura delle porte e finestre delle abitazioni e delle attivita' commerciali, industriali e di servizi, al fine di prevenire un possibile passaggio di inquinanti".

"In questo momento di grande incertezza in cui non si conoscono le ripercussioni del rogo sul fronte sanitario e ambientale, è indispensabile adottare provvedimenti anche drastici a tutela della popolazione" spiega il presidente, Carlo Rienzi. "Dopo l'incendio ho convocato immediatamente il Coc, il Centro Operativo Comunale - prosegue - per avere continui aggiornamenti su quanto accaduto". Dall' analisi dei dati non emergono superamenti dei limiti imposti per la qualità dell'aria ambiente dalla normativa vigente. "La priorità è ora quella di mettere in sicurezza il sito, perché finché l'incendio non sarà domato non si può andare sul posto a fare le dovute verifiche". "Abbiamo comunque invitato l'Arpa Lazio a comunicare tempestivamente l'evolversi delle condizioni". I dati rilevati dalle centraline non hanno messo infatti in luce danni, anche potenziali, per i cittadini.

La preoccupazione è tanta poichè la zona che circonda la Eco X è ricca di colture e pascoli: capire quello che si è depositato a terra, quindi, appare necessario.

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