Incontro Gentiloni-Trump: Italia e Usa alleati contro terrorismo

Senesio Mele
Aprile 21, 2017

E dunque un impegno maggiore in Libia, o una maggiore sostegno del ruolo che l'Italia si è sin qui ritagliata, sarebbe nell'interesse di tutti. Clima presto turbato dalle notizie arrivate da Parigi durante il summit.

L'atmosfera emersa dalla conferenza stampa era rilassata - non sembrava aver pesato, almeno a livello di apparenza, l'appoggio incondizionato dato in fase elettorale dal governo Renzi, di cui Gentiloni era ministro degli Esteri, a Hillary Clinton, avversaria di Trump. "Abbiamo una lunga discussione da fare", ha detto Trump. Trump sembra voler mollare il Ttip, l'accordo per la partnership transatlantica, anche se ci sono anche segnali di rallentamento. E in questa chiave al tavolo "deve esserci la Russia", ha sottolineat nello studio Ovale. Per Gentiloni serve un "impegno politico" e "il lavoro degli Usa è fondamentale". Sappiamo che sarà un processo graduale; è già iniziato. Almeno, è quanto si precisa da fonti di governo italiano, per una strategia "boots on the ground". "E Gentiloni: "L" Italia non è impegnata direttamente nelle operazioni militari in Siria e non è nei nostri programmi di cambiare questo atteggiamento". Il premier ha detto di condividere l'intervento in Siria dopo l'uso delle armi chimiche, ma non vede un ruolo militare per l'Italia nel Paese e continua a puntare su una soluzione politica senza Assad. Ma la Vinson arriverà in zona solo la prossima settimana, come ha ammesso il Pentagono, creando non poco imbarazzo alla Casa Bianca, che si è giustificata affermando di aver fatto affidamento proprio sul ministero della Difesa. L'Italia non arriva a spendere nemmeno quel 2% di Pil che gli impegni in sede Nato la obbligherebbero a spendere, né il povero Gentiloni ha potuto impegnarsi in senso diverso, limitandosi a ricordare i vincoli europei e i margini di gioco minimi che l'Unione lascia agli Stati membri nella definizione delle grandi voci di bilancio. Nell'ultimo decennio, ha spiegato, i nostri investimenti "sono cresciuti dall'1,2 all'1,4%, con una spesa di 23,4 miliardi di euro nel 2014".

"Gentiloni è uno dei diversi leader mondiali e stretti alleati Usa che vogliono stabilire velocemente una relazione con Trump e forse influenzare la sua giovane presidenza", scrive ancora il Post ricordando che l'incontro è avvenuto a poco più di un mese dalla partecipazione di Trump al vertice del G7, a fine maggio a Taormina.

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