Gasdotto Tap, Tar respinge ricorso Puglia: via libera a espianto ulivi

Senesio Mele
Aprile 21, 2017

Il Tar nei giorni scorsi aveva sospeso l'efficacia della nota, ma ora ha respinto il ricorso.

Il ministero con l'Avvocatura dello Stato ha però replicato osservando che la Regione Puglia non ha revocato le autorizzazioni all'espianto degli ulivi date in precedenza, né ha impugnato nei tempi previsti gli atti del ministero che hanno evidenziato il rispetto delle procedure e delle prescrizioni da parte di Tap. Dopo l'udienza di ieri, i giudici della terza sezione hanno trattenuto il ricorso della Regione Puglia per la decisione di merito.

Niente annullamento delle note del Ministero dell'Ambiente che autorizzava il Tap all'espianto degli ulivi nell'aera del gasdotto. Tra le motivazioni principali del Tar la "strategicità dell'opera di preminente interesse per lo Stato" che fa si che la competenza per la Via sia del ministero dell'Ambiente.

L'espianto degli ulivi per la realizzazione del gasdotto Tap riprende. "28 e 29 del decreto da ultimo citato, di detta verifica in rapporto alle prescrizioni, contenute nel provvedimento di valutazione di impatto ambientale".

Presenti tra gli altri anche il sindaco di Melendugno, Marco Potì, e il presidente della Fondazione 'La Notte della Taranta', Massimo Manera, al quale la Regione Puglia ha affidato l'organizzazione di un concertone per il 25 aprile, festa della Liberazione, per richiamare l'attenzione sulla vicenda del gasdotto Tap. Quindi, è il Ministero dell'Ambiente il "titolare di una facoltà di controllo, in ordine al rispetto di quanto previsto nel decreto Via" sulla valutazione di impatto ambientale.

RILEVATO, altresì, che la fase in questione risulta pressochè conclusa, con residuo previsto spostamento di un numero limitatissimo di alberi già espiantati o "zollati" (poco più di una decina, secondo la difesa di TAP), con conseguente cessazione delle rappresentate esigenze cautelari, essendo anzi ragionevole ritenere che la migliore tutela delle piante in questione richieda l'allontanamento delle stesse dall'area di cantiere.

"Intendiamo proseguire nel proporre soluzioni alternative - ha concluso Emiliano - che permettano la salvaguardia del territorio insieme all'implementazione delle necessità energetiche nazionali, cui la Puglia da sempre contribuisce massivamente".

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