Epidemia morbillo in Italia, il monito dell'Ue: "Vergognatevi"

Barsaba Taglieri
Aprile 21, 2017

Dalle "chiacchiere da bar" a quelle tra i banchi degli Europarlamentari la disciplina sui vaccini è da sempre fonte di scontro e talvolta incontro.

"Nei giornali oggi: epidemia di morbillo in Italia". 1600 casi in Italia, da Gennaio. Le polemiche che in molti casi sono scoppiate intorno ai vaccini e ne hanno provocato la riduzione rischia adesso di consentire al morbo contagioso di rialzare la testa e contaminare quello che ormai era considerato un paese invulnerabile.

Naturalmente le complicanze sono tanto più probabili quanto più il soggetto colpito è piccolo o malnutrito o immunocompromesso, ed è bene notare che la malattia può complicarsi più facilmente quando la si contrae in età adulta. Il bollettino settimanale rilasciato dall'Istituto Superiore di Sanità al 9 aprile conta 1.473 casi segnalati, quando nel 2016 il numero totale si era attestato a 866. "Da più di 17 anni abbiamo introdotto la vaccinazione contro il morbillo in maniera estensiva e ci vediamo superati dagli americani che sono riusciti a sradicare il virus". L'assenza di vaccini è per lo più, presente tra i bambini da 2 a 7 anni. La copertura vaccinale è il vero problema, trend in calo da circa una decina d'anni. A spiegarlo è lo stesso ministero in una nota nella quale si precisa che "sono stati notificati anche diversi casi a trasmissione in ambito sanitario e in operatori sanitari".

Il sistema di sorveglianza dell'Iss ha censito esattamente 1010 casi fino al 26 marzo. A preoccupare sono i focolai di morbillo registratisi nel nostro Paese che hanno spinto i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta ad emettere una nota per tutti i cittadini americani che intendano recarsi in Italia nei prossimi mesi.

Andriukaitis, commissario per la salute dell'Ue, punta il dito contro il pensiero "anti-vaccini". Un realtà deplorevole. Così il Commissario spiega le sue parole. La scelta di non vaccinare per morbillo il proprio figlio esponendolo al rischio di complicanze e morte è non solo sbagliata, ma eticamente condannabile. D'altro canto, si riportano i numeri ed i casi di bambini vaccinati e che hanno riportato gravi disabilità.

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