Agcom: "Vivendi scelga fra Mediaset e Telecom"

Paterniano Del Favero
Aprile 20, 2017

Anno peggiore della sua storia, pesanti ripercussioni da lite con Vivendi su attività italiane.

Il gruppo Mediaset prevede un ritorno all'utlie già nell'esercizio 2017.

Sul fronte dei ricavi pubblicitari, nel primo trimestre 2017 Mediaset ha registrato una crescita del 2,4% rispetto al primo trimestre 2016. "Oggi è un dossier allo studio ma francamente siamo un po' raffreddati dal futuro ingresso di Free e di Enel, con Open Fiber, sul mercato tlc italiano".

L'Agcom ha ritenuto questa 'doppia presenza' sul mercato, in società di questa importanza e su mercati ormai 'affini' come quello delle tlc e della Televisione, contraria alle regole 'anticoncentrazione' in vigore, con specifico riferimento all'articolo 43 del Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici.

Bilancio in rosso per Mediaset nel 2016. L'autorità di controllo sulle comunicazioni ieri sera ha stabilito che entro un anno i francesi dovranno scendere in una delle due partecipazioni per rimuovere "la propria posizione dominante". Mediaset stima per via di questa situazione un 'effetto negativo' di 341 milioni (in particolare nel secondo semestre 2016), che superano i citati 294 di perdite a bilancio. I ricavi netti ammontano a 3.667 milioni in aumento rispetto ai 3.524,8 milioni del 2015 (+142,2 milioni). Analogo incremento in Spagna con 992,0 milioni di euro rispetto ai 971,9 milioni del 2015 (+2,1%).

L'indebitamento finanziario netto del gruppo Mediaset è salito a fine 2016 a 1.162 milioni rispetto agli 859 del 31 dicembre dell'anno precedente. In particolare, sono stati sostenuti oneri straordinari una tantum - derivanti dagli impegni assunti in seguito alla firma del contratto con Vivendi e dalle necessarie svalutazioni successive - pari a 269,3 milioni di euro a livello di Ebit. L'Ebit consolidato è negativo per 189,2 milioni rispetto ai +230,7 milioni del 2015. Anche la capogruppo Mediaset ha risentito degli oneri straordinari generati dal caso Vivendi e chiude l'esercizio 2016 con una perdita di 151 milioni rispetto all'utile di 50,4 milioni del 2015. "Da sottolineare è l'efficacia della legge Gasparri, che 13 anni fa era stata accolta con molte perplessità e invece oggi si rivela strumento utilissimo per evitare pericolose concentrazioni tra TV e telecomunicazioni, con annessi rischi per gli equilibri democratici".

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