Lutto nel giornalismo. E' morto Piero Ottone, ex direttore del CorSera

Senesio Mele
Aprile 17, 2017

Ottone, in anni di contestazione e di movimenti giovanili, seppe capire lo spirito dei tempi e spostò a sinistra la linea editoriale di un giornale tradizionale della borghesia milanese come Il Corriere della Sera. Gli inizi al Corriere Ligure e poi alla Gazzetta del popolo, come redattore e corrispondente da Londra. Nel corso della sua lunga carriera è stato direttore del Corriere della Sera ed editorialista di Repubblica, maestro di più generazioni di appassionati della scrittura che continuano a considerarlo un esempio da seguire. Aveva 92 anni. Ne dà notizia il giornalista Ezio Mauro, ex direttore di Repubblica, in un tweet: "Ciao, Piero Ottone, lo stile nel giornalismo e nella vita". Di me, amava dire, si ricorderà soltanto che ho fatto scrivere Pasolini in prima pagina e che ho licenziato Montanelli.

Negli anni '50 passò al Corriere della Sera, come corrispondente da Mosca e inviato speciale, fino alla promozione a caporedattore. Quindi il passaggio alla Repubblica, come editorialista, con una rubrica fissa sul settimanale Il Venerdì.

Addio a Gianni Boncompagni e a Piero Ottone. "Si è distinto, fin da giovane, tra i colleghi del suo tempo".

È Ottone a licenziare nell'ottobre 1973, d'accordo con la proprietà, Indro Montanelli, dopo lunghi mesi di dissidi e spaccature. Con lo scrittore ebbe in realtà pochissimi contatti diretti: una volta gli telefonò per dirgli che preferiva non pubblicare un articolo che poteva dar luogo a problemi legali e Pasolini lo ritirò tranquillamente. "Ottone ha affrontato Montanelli a muso duro, licenziandolo".

"Il giornalismo italiano - scriveva Ottone, autore anche di numerosi libri - soffre di un difetto d'origine: manca di coscienza etica".

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