Inchiesta Consip, falso in intercettazione di Tiziano Renzi

Senesio Mele
Aprile 11, 2017

Non ci sono prove che sia mai avvenuto un incontro fra l'imprenditore napoletano Alfredo Romeo, in carcere per corruzione nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti della Consip, la centrale acquisti dello Ministero dell'economia, e Tiziano Renzi, padre dell'ex premier, a sua volta indagato nella stessa inchiesta insieme all'amico Carlo Russo per traffico di influenze illecite.

Su queste basi la Procura ha deciso di porre sotto indagine Scarfato, contestandogli il reato di falso aggravato. Indizio che però adesso la Procura di Roma ha demolito, svelando un'attività di manipolazione di buona parte dell'indagine e mettendo sotto inchiesta per falso materiale e per falso ideologico un capitano dei carabinieri del Noe: nell'informativa finita agli atti del procedimento, l'ufficiale ha riportato due circostanze non corrispondenti al vero. Scarfato è stato convocato in Procura e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Di fatto, gli stessi militari avevano verificato che l'uomo sospettato di essere uno 007, perché osservava i carabinieri mentre recuperavano "i pizzini" di Romeo dalla spazzatura, era un cittadino con residenza in quella strada.

Il capitano avrebbe infatti attribuito ad Alfredo Romeo il contenuto di un'intercettazione ambientale: "Renzi (Tiziano) l'ultima volta che l'ho incontrato" in maniera sbagliata. Questo cambierà di certo lo scenario del processo e delle ultime indagini sulla Consip anche se al momento non è ancora chiaro come e in che modo la posizione di Tiziano Renzi vedrà rivista dopo l'uscita di queste importanti novità investigative.

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