Il debito pubblico balza a gennaio a oltre 2.250 miliardi

Paterniano Del Favero
Marzo 26, 2017

A gennaio il deficit delle Amministrazioni pubbliche è aumentato su 32,7 miliardi, a 2.250,4.

Un aumento solo in parte compensato dall'avanzo di cassa (1,3 miliardi) e dall'effetto complessivo degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione del cambio dell'euro (0,4 miliardi).

Rispetto a gennaio 2016, le vendite al dettaglio diminuiscono sia in valore (-0,1%) sia in volume (-1,0%). "Verso allusione alla divisione per dovere sottosettori, il deficit delle Amministrazioni centrali è aumentato su 33,2 miliardi, come degli Enti su accortezza su 0,1 miliardi; il deficit delle Amministrazioni locali è diminuito su 0,6 miliardi".

"Abbiamo più volte sollecitato governo e parlamento a una riflessione sugli effetti negativi che il peso del debito produce sulla capacità di spesa delle amministrazioni comunali - dice il presidente dell'Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro - con particolare riguardo agli investimenti".

Le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a gennaio a 35,4 miliardi, in un aumento del 3,3% rispetto allo stesso mese del 2016.

Per trovare un importo più basso bisogna risalire nella serie sino a dicembre 2014, quando l'importo si attestava a 672,916 miliardi.

Secondo i calcoli Reuters sui dati di Bankitalia, la quota in mano a investitori esteri a dicembre è scesa al 36,2% del totale dei titoli di Stato in essere dal 37,1% di novembre. Il portafoglio esteri include anche i titoli di Stato detenuti da investitori domestici attraverso soggetti non residenti e quelli detenuti dalla Bce e dalle Banche centrali di altri Paesi.

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